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L'importanza dello sport

Tempo di lettura: 4 minuti
Le Abilità e gli insegnamenti utili al/alla bambino/a
Lo sport è un elemento importantissimo per lo sviluppo dell’essere umano; le Nazioni Unite riconoscono lo sport come un diritto fondamentale di bambini e adolescenti. Giocare e allenarsi, che sia individualmente o in squadra, ha un grandissimo valore umano: prima ancora che migliorare il fisico lo sport produce benessere generale sulla persona nella sua totalità.
Muoversi insegna a conoscere il proprio corpo, con i suoi limiti e possibilità; fare sport significa anche mettersi in relazione con altri e soprattutto poter acquisire le tantissime competenze sia motorie che cognitive legate all’attività fisica.
Muoversi è sperimentare, esplorare, scoprire, risolvere piccoli problemi, conoscere. Avere libertà all’interno di questa macro area di attività è sicuramente essenziale allo sviluppo, sin dai primi mesi di vita (pensiamo a quanto possano essere limitanti i famosi “box” per i neonati, non solo nella sfera motoria ma anche rispetto alla percezione dello spazio nonché del sé corporeo).
Il movimento si esprime come un mezzo di conoscenza della realtà e contraddistingue moltissimi mammiferi nella ricerca di socializzazione e apprendimento delle abilità di base (come ad esempio procurarsi il cibo o nel caso degli uomini sopperire ad un proprio bisogno in totale autonomia).

Quali abilità e insegnamenti può trarre un bambino dallo sport?
Immaginiamo una pratica individuale, un’arte marziale (consigliata dai 6 anni) o la ginnastica artistica (consigliata anche dai 5 anni circa).
Quante regole devo seguire? Che tipo di disciplina serve per favorire il fare del mio corpo?
Non si tratta solo di agilità fisica, dietro al concetto di sport troviamo una serie di valori che permettono all’essere umano di evolvere e migliorarsi. Lo sport, inteso come pratica sociale e educativa, lavora prima di tutto sulla possibilità di fare da sé, autonomamente, con le proprie forze ed è a questo che si deve il potenziamento della propria autostima.
Saper eseguire particolari movimenti con forza d’animo e determinazione migliora di gran lunga la percezione che abbiamo di noi stessi e ci ripaga della fatica fatta nel momento dell’allenamento.
Determinazione e coraggio ci permettono di andare oltre le nostre paure e limiti, sviluppando costantemente nuove risorse fisiche e mentali. Nell’acquisizione di particolari sequenze di movimenti possiamo dominare le nostre azioni, avendo il totale controllo corporeo.
Fare sport è anche un esercizio essenziale allo sviluppo della fiducia in se stessi e nel proprio allenatore o allenatrice: fiducia verso le personali potenzialità e abilità già acquisite, ma allo stesso tempo fiducia per chi ci sta accompagnando e condivide con noi gli obiettivi sportivi. Sapersi mettere in ascolto di qualcuno più capace, più esperto non è scontato, ma rappresenta una grandissima lezione di vita: non posso bastare a me stesso/a ma scelgo di ottenere i miei personali risultati facendo squadra con le persone che apprezzano il mio impegno.

Ma lo sport non è solo per il singolo: in tantissimi giochi di squadra emergono relazioni importanti che strutturano la personalità di bambini/e e adolescenti. La squadra diventa uno spazio di crescita in cui poter esprimere le proprie qualità e accogliere le peculiarità dell’altro/a. Si tratta di comunicare in modo sano, costruendo relazioni che diventino occasioni di incontro e di collaborazione reciproca. Ciò che può emergere dal lavoro di squadra sono valori importantissimi come: solidarietà, collaborazione, inclusione, accettazione, tolleranza etc.
L’attività sportiva in gruppo educa al sentimento sociale, forma l’individualità del soggetto, ma allo stesso tempo rafforza la vita collettiva della persona.

Anche la famiglia ha un ruolo fondamentale di accompagnamento e supporto allo sport. Sicuramente il primo grande elemento che può fare la differenza è il “tempo dedicato”; le giornate sono sempre frenetiche e in molti casi ci si ritrova a dover gestire lo spostamento dei/delle figli/e per l’adempimento degli impegni extra-scolastici: sostenere con entusiasmo l’attività, mostrandosi interessati agli sviluppi e felici d’essere un supporto alla realizzazione degli obiettivi sportivi è un grande incentivo all’impegno costante dei/delle nostri/e figli/e.
Lo sport deve sempre rispettare le inclinazioni del bambino o della bambina: la scelta migliore soprattutto fino ai dieci anni circa è l’attività multisport; è bene non soffermarsi su un’unica proposta puntando tutte le energie alla “specializzazione” in una disciplina, ma diversificare gli allenamenti pur mantenendo l’idea di gioco e divertimento che, nell’età della scuola primaria, rappresenta un carattere fondamentale al fine di alimentare il desiderio (e la risposta al bisogno) di movimento.

Intorno agli 11-12 anni, il ragazzo o la ragazza sarà più consapevole delle proprie attitudini e avrà la possibilità di individuare la propria disciplina, quella in cui percepisce la migliore espressione di sé.
Ci sono aree del nostro cervello totalmente dedicate all’elaborazione delle informazioni sensoriali e al controllo e pianificazione dei movimenti; questa la dice lunga sul fatto che l’azione motoria abbia un effetto immediato sulle strutture cognitive e che, molto concretamente, muoversi produce connessioni cerebrali immediate, in grado di governare le nostre abilità fisiche e mentali nel breve e nel lungo termine. Ecco perché è importante sempre e comunque fornire occasioni di movimento: non si tratta solo di una questione fisica, non è semplice allenamento muscolare, bensì una vera e propria scala di “evoluzione cerebrale”.

La società italiana di pediatria, fornisce queste indicazioni: “i bambini di 3-4 anni dovrebbero fare almeno 3 ore al giorno di attività fisico-ludica, di cui almeno un’ora al giorno di attività motoria; i bambini e gli adolescenti di età compresa tra i 5 e i 17 anni dovrebbero praticare almeno 60 minuti di attività fisica quotidiana di intensità moderata-vigorosa e esercizi di rafforzamento dell’apparato muscolo-scheletrico almeno 3 volte a settimana”.^

Oltre alle ore completamente dedicate allo sport, anche in situazioni più casalinghe e quotidiane possiamo comunque favorire l’esercizio fisico e il movimento. Di seguito alcune idee per attivare momenti di gioco motorio in casa o all’esterno:

  • Percorsi motori: scavalcare, strisciare, saltare, camminare a carponi, rotolare etc. questi sono solo alcuni dei movimenti che possiamo proporre posizionando in casa sedie, cuscini e complementi d’arredo che, per qualche momento, diventano attrezzi di educazione motoria.
  • Un’altra proposta che potrebbe regalarci un momento divertente in famiglia e allo stesso tempo far lavorare sulla percezione del sé corporeo può strutturarsi in questo modo: disegniamo su un foglio alcune mani e alcuni piedi (sia destri che sinistri) e adagiamoli sul pavimento come a formare una striscia (se necessario possiamo incollarli con dello scotch): il bambino o la bambina dovrà percorrerla posizionando i propri arti sui rispettivi disegni.
  • Hula hoop: avere in casa questo piccolo attrezzo e favorirne l’utilizzo è certamente l’occasione per sperimentare flessibilità e coordinazione; gli esercizi sono molteplici, infatti l’attrezzo può essere fatto ruotare oltre che sul bacino anche su arti inferiori e superiori e il livello di difficoltà può aumentare con l’aggiunta di più cerchi.
  • Yoga in casa con i/le bambini/e: una pratica che può essere molto utile per sviluppare la muscolatura e rinforzare la struttura ossea. Non serve essere esperti, esistono molti video gratuiti on line che ci permettono di esercitare, insieme ai nostri figli, equilibrio, concentrazione, coordinazione, elasticità muscolare, oltre che un’attitudine mentale predisposta all’introspezione.
  • Campana: un classico della nostra tradizione, eseguibile sia all’esterno che all’interno (la possiamo disegnare a terra con dello scotch carta). Un gioco semplicissimo che supporta l’esercizio di equilibrio e coordinazione. Sarà sufficiente disegnare a terra una griglia di sette caselle numerate suddivise in righe dove si alterna la singola casella alla coppia; in alto un semicerchio che sormonta l’ultimo spazio disegnato. Il gioco consiste nel lanciare un piccolo sasso all’interno di una casella (non deve fuoriuscire o toccare il bordo) e raggiungerla posizionando su ogni numero un solo piede. Si inverte poi la direzione per raggiungere il punto di partenza. Se il giocatore calpesta le righe, appoggia il piede libero o le mani a terra perde la manche!
Il movimento forma l’essere umano nel corpo e nello spirito e non è mai troppo tardi o troppo presto per praticarlo... buon divertimento!!
^ Dal comunicato stampa del 75° Congresso della Società Italiana di Pediatria
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