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“Andiamo a giocare fuori?”

Bambini, natura e benefici del gioco all’aperto

Tempo di lettura: 4 minuti

 

Maria Montessori è stata una grande pedagogista italiana di fine ‘800 e inizio ‘900 che portò nel campo dell’educazione mondiale una grande rivoluzione di pensiero: il bambino/a non era un essere incapace e debole che l’adulto doveva aiutare, e dal quale dipendeva. Era, invece, dotato di forze innate che lo spingevano a rendersi indipendente, manifestando il desiderio di non essere aiutato, se non in caso di necessità.

Quante volte abbiamo sentito bambini e bambine, intenti a far qualcosa, pronunciare le parole: “faccio io!”? E quante volte, nonostante queste parole siamo comunque intervenuti, convinti che il nostro sapere avesse più valore del loro?

Il/La bambino/a, spesso, subisce la supremazia dell’adulto ed ecco perché la Dott.ssa Montessori insisteva continuamente sul lavoro interiore che l’adulto deve fare su stesso, per poter educare positivamente.

Questa premessa è estremamente importante per poter parlare anche di giochi all’aperto e vita nella natura, perché l’adulto, per far sì che la relazione con la natura e il gioco sia proficuo, deve mettersi in ascolto del/la bambino/a, imparando ad osservarlo/a e ad accoglierlo/a come essere capace e competente.
Maria Montessori ha scritto molto sulla Natura e l’importanza nella vita dei bambini e delle bambine di trascorrere del tempo all’aperto. E ancora oggi, le sue parole risuonano incredibilmente attuali ed estremamente utili per capire come trovare un giusto equilibrio, nella vita dei nostri figli, tra artefatto e natura.

 

Siamo così abituati a vivere nel contesto cittadino che, quando ci ritroviamo immersi nella natura, a volte ne siamo spaventati: la pioggia, il vento, il freddo, gli insetti. Ma tutto questo fa parte di cicli importantissimi per l’equilibrio del nostro pianeta, il resto appartiene alle nostre emozioni. Non dovremmo mai dimenticare che i bambini e le bambine sono colpiti dalle esperienze di vita, dal nostro esempio, non dalle nostre parole. Così, anche il piacere di vivere in sintonia con la natura e all’aria aperta potrà crescere solo con “l’esercizio”. Raccontare le bellezze della natura e il piacere di giocare all’aperto, non possiamo trasmetterlo soltanto attraverso quello che raccontiamo, me è necessario che si trasformi in esperienza diretta. Ecco perché è fondamentale passare più occasioni possibili a contatto con la natura, che sia anche sotto la pioggia o un cielo stellato.
La cosa più importante a cui un genitore deve porre attenzione è che la vita di città non crei indifferenza da parte del/la bambino/a verso le piante e gli animali e che la vita o i giochi all’aperto diventino delle semplici attività sportive che non è detto abbiano sempre a che fare con la sensibilità verso la natura.

 

Quali attività all’aperto proporre
Ci sono moltissime attività che possiamo fare all’aperto con i nostri figli, per accrescere questa sensibilità, e sicuramente l’ideale sarebbe andare quanto più spesso proprio in mezzo alla natura: nei boschi, nelle pinete, al mare o nelle campagne. Ma purtroppo spesso, a causa di una vita molto impegnata, questo non sempre è possibile e questi momenti si riducono facilmente al fine settimana. Questo, però, non deve scoraggiarci, piuttosto deve stimolarci ad approfittare anche di piccoli momenti nel parchetto vicino casa o nel nostro giardino.

Una delle attività più amate dai bambini è sicuramente giocare con l’acqua. Anche attraverso l’acqua i bambini fanno esperienza del mondo che li circonda. L’acqua è un elemento che difficilmente facciamo maneggiare in autonomia ai bambini in casa, perché rischia di “sporcare” di più e facilmente potremmo essere meno predisposti a questo tipo di attività. Quindi, quale luogo migliore se non quello all’aperto per sperimentare con l’acqua?

Una delle attività preferite dai piccoli sono i travasi. Può essere sempre utile circoscrivere il campo d’attività del/la bambino/a, magari con un vassoio, dove poggeremo gli strumenti utili. I travasi possono essere fatti ad esempio con due bacinelle, una piena ed una vuota, per poi fornire al/la bambino/a strumenti come cucchiaio, bicchiere, ciotole, mestoli con i quali potrà man mano trasferire l’acqua da una ciotola all’altra (15-20 mesi circa).
Un altro modo di proporre i travasi può essere quello di far travasare l’acqua dalla brocca al bicchiere e poi viceversa (18-20 mesi circa), affiancando anche una piccola spugna con la quale il/la bambino/a, in autonomia, potrà asciugare l’acqua che inavvertitamente potrà cadere e poi strizzare la spugna nella brocca.

Per i più grandicelli, invece, si può proporre il gioco: affonda o galleggia?
Basta avere un recipiente un po’ ampio con dell’acqua, selezionare alcuni oggetti o materiali e segnare le proprie previsioni su un foglio. Offriremo loro non solo un’attività piacevole e stimolatrice della loro curiosità, ma scopriremo anche quanto i bambini sono sorprendenti con le loro interpretazioni e connessioni.

 

Movimento e osservazione per stimolare corpo e mente
Altra attività che all’aperto non va assolutamente trascurata, e che magari è data per scontato, è quella di : stare o camminare in equilibrio sui tronchi, arrampicarsi sugli alberi, correre. Le attività di movimento possono essere sia svolte liberamente che sviluppate all’interno di un gioco tutto da inventare. Basta solo dare spazio all’immaginazione!

L’attività esplorativa e di osservazione è un’altra grande attrazione per i bambini e le bambine: osservare gli insetti e scoprirne nomi e curiosità, classificare le foglie e conoscere a quali piante appartengono, ascoltare i rumori della natura e imparare a riconoscerli, osservare il cambiamento dei colori, nel tempo, degli elementi vegetali, ma anche degli animali.

Molto spesso il contatto con la natura e l’esperienza diretta è proprio impedita da noi adulti e dai nostri timori che trasmettiamo con frasi come: “non toccare”, “non ti sporcare”, “copriti che ti ammali”, “sta piovendo, non si esce”, “non andare lì, ti farai male”. Queste espressioni non fanno altro che trasmettere “pericolo” al/la bambino/a che a furia di sentirle, finirà per farle proprie e di conseguenza la sua voglia di conoscere attraverso i sensi, sarà inibita. Lasciamo che i bambini e le bambine esplorino, con noi accanto, perché il loro senso di meraviglia sia continuamente alimentato e non si spenga mai.

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