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Educazione e sviluppo cognitivo

Tempo di lettura: 4 minuti

Dall'infanzia all'adolescenza come cambiano i/le bambini/e

Capita spesso alle mamme e papà, nel loro ruolo di genitori, nonostante il passare degli anni e il crescere dei loro figli e figlie, di sentirsi spesso spaesati e inadeguati di fronte ai loro comportamenti e reazioni. La frustrazione è proprio lì, dietro l’angolo, pronta a fare capolino e a dirci che educare è troppo difficile in un mondo complesso come quello di oggi, e che forse, è inutile combattere così tanto.

Ed è proprio qui che commettiamo l’errore, perché educare non è un combattimento, ma deve essere un aiuto alla vita per i/le nostri/e figli/e, e anche per noi adulti!

Maria Montessori ha mai parlato e scritto per i genitori?

Si lo ha fatto moltissimo. Maria Montessori partiva dal presupposto che sia prassi normale per un adulto, informarsi e formarsi prima di intraprendere una qualunque attività o mestiere, tanto da decidere di scegliere un percorso formativo dedicato.
Data questa premessa aveva delle perplessità relative alla mancanza di attenzione alla formazione sul tema della genitorialità, gestita dalla maggior parte delle persone affidandosi al buon senso e all’esperienza sul campo. Ma il buon senso è estremamente soggettivo, carico dei nostri geni e delle nostre esperienze personali.
Oggi, invece, abbiamo conferme, continue scoperte neuroscientifiche che ci mostrano delle strade battute, sicuramente con tante pietre d’inciampo per ognuno di noi, ma le strade ci sono e non è più il tempo del buon senso, è il tempo del sapere! Ed ecco perché è importante conoscere prima, per avere poi gli strumenti più adatti, non solo per affrontare eventuali difficoltà che incontreremo come genitori, ma anche per accompagnare e far prosperare al meglio anche i momenti positivi dei/delle nostri/e figli/e.

L’educazione che diamo ai/alle nostri/e figli/e può influire sul loro sviluppo cognitivo?

Mario Montessori, figlio ed erede della madre per il suo lavoro, in merito alla concezione dell’educazione montessoriana ha infatti scritto: “Nella concezione di Maria Montessori, l’educazione non è un episodio della vita: essa dovrebbe cominciare con la nascita e durare così a lungo come la vita stessa. L’educazione è concepita da lei non soltanto come una “trasmissione di cultura”, ma piuttosto come un aiuto alla vita in tutte le sue espressioni” (Mario M. Montessori).

Spesso, con i nostri figli, ci troviamo in situazioni che ci lasciano perplessi e ci inducono a pensare che certi comportamenti siano dovuti proprio al loro carattere, ma non è proprio così!
Prima di tutto dovremmo sapere che ogni cervello ha le medesime funzioni cognitive che poi ogni essere umano sviluppa chiaramente in modo diverso. Le funzioni cognitive sono dei processi mentali che ci permettono di ricevere informazioni dall’ambiente attraverso i sensi, selezionarle, memorizzarle, ed elaborarle (esempio: attenzione, memoria, percezione, ragionamento, linguaggio, abilità prassiche, funzioni esecutive, intelligenze).

Maria Montessori aveva già capito, attraverso un’attenta osservazione dei bambini e delle bambine, che lo sviluppo cognitivo segue delle fasi ben precise, e se noi genitori diventassimo più consapevoli di cosa accade nei/nelle nostri/e figli/e durante la loro crescita, potremmo scegliere la strada migliore per educare, traendone infiniti benefici, non solo per i/le bambini/e, ma anche per noi stessi e per la nostra relazione emotiva con loro.

Cosa sono i piani di sviluppo individuati da Maria Montessori?

Montessori aveva individuato quattro piani di sviluppo, che corrispondono a quattro precise fasce d’età, in cui si verificano e si susseguono determinate acquisizioni nel bambino e nella bambina. L’acquisizione di queste competenze non dipende, come potremmo facilmente pensare solo dall’eredità genetica di ognuno di noi, ma dall’ambiente e dal contesto in cui ognuno è immerso. Soffermiamoci, ora, sui primi tre piani di sviluppo.

- PRIMO PIANO: da 0 a 6 anni (INFANZIA)

Durante questo piano, il bambino e la bambina imparano a muoversi, a camminare, a parlare, ad afferrare oggetti e sviluppano la loro volontà. È una fase di crescita creativa in cui imparano a conoscere il mondo attraverso i sensi e il fare. E la Montessori riconosce due sotto-piani:

- Da 0 a 3 anni il/la bambino/a ha una mente assorbente che gli permette di assimilare inconsciamente ogni cosa dall’ambiente. Ecco perché è bene essere attenti e accogliere il/la bambino/a in un contesto positivo, perché loro sono proprio come una “spugna che assorbe” … qualunque cosa, nel bene e nel male!
Fino ai tre anni, inoltre, i/le bambini/e non sviluppano ancora la loro volontà e quindi non sono ancora in grado di scegliere consapevolmente i giochi o le attività a cui dedicarsi.
Qui possiamo comprendere quanto sia importante il ruolo dell’adulto, nel capire cosa offrire secondo i bisogni di questa fascia d’età. Se offriamo ciò che davvero li interessa, loro svilupperanno una concentrazione tale che gli permetterà di apprendere in profondità.

- Dai tre ai sei anni, sulla base delle esperienze fatte nei primi tre anni, nel/la bambino/a inizia a venir fuori la coscienza e la volontà, il/la piccolo/a comincia ad ordinare nella sua mente ciò che ha assorbito, esprimendo il suo interesse verso giochi ed attività. In questa sotto-fase il bambino e la bambina sviluppano la loro memoria e iniziano ad ordinare e classificare tutto ciò che hanno assorbito nei primi 3 anni.


- SECONDO PIANO: dai 6 ai 12 anni (FANCIULLEZZA)

Il periodo di sviluppo dai 6 ai 12 anni, è uno stadio completamente diverso da quello precedente, ma sul quale è fortemente basato. Montessori descrive questo secondo piano come una "fase calma di crescita uniforme", in cui il bambino e la bambina iniziano il loro cammino verso l’astrazione e l’immaginazione, grazie ad una mente che si fa via via sempre più razionale, sebbene il loro cervello abbia ancora bisogno di esperienze concrete, in prima persona.
Non c'è limite a ciò che i bambini e le bambine di questa fascia d’età possono esplorare.
Le loro capacità durante questo periodo sono così grandi che, come sottolinea Montessori, è facile sottovalutarle e quindi impostare limiti e restrizioni, magari per nostre paure e timori, ma in realtà questi non sono affatto necessari. In questi anni, Montessori sottolinea come sia necessario offrire ai bambini e alle bambine la possibilità di avere occasioni di instaurare relazioni sempre più ampie e diverse e di entrare in contatto il più possibile con la vastità della cultura. Perché il/la bambino/a tra i sei e i dodici anni ha “fame di cultura”!
Vuole conoscere e comprendere il mondo costruito dalla natura ma anche dall’uomo e la sua curiosità cresce, si chiede il perché delle cose: vuole comprendere i motivi e le cause che sottostanno agli eventi che accadono.
Inoltre, questo è un periodo in cui, a livello sociale, i bambini e le bambine iniziano a sperimentare le regole della società in cui vivono i primi veri legami, che iniziano ad essere, grazie anche alla scuola, non sempre dettati da frequentazioni strettamente legate agli amici di famiglia.

- TERZO PIANO: dai 12 ai 18 anni (ADOLESCENZA)

Dai 12 ai 18 anni, il bambino e la bambina entrano nell'adolescenza. Anche questo, come il primo piano, è caratterizzato dalla creatività e si divide in due sotto-piani: da 12 a 15 e da 15 a 18.
Questo è il piano in cui l'individuo lascia lo stato dell'infanzia ed entra nello stato dell'età adulta, diventando un membro della società a pieno titolo.
Quello dai 12 ai 15 anni è un periodo di crescita davvero intenso, in cui subentrano enormi cambiamenti ormonali che possono anche suscitare sensazioni di disturbo nei preadolescenti. Loro stessi sentono che qualcosa, dentro e fuori di loro, sta cambiando e sembra che a volte stiano regredendo nel comportamento perché diventano irascibili e intrattabili, in realtà sono solo pieni di fragilità che via via, però, andranno sparendo man mano che troveranno il proprio sé nel loro ambiente sociale. Infatti, in questo periodo, la cosa più importante per la loro crescita è che imparino a diventare completamente indipendenti, piuttosto che concentrarsi principalmente ed esclusivamente sull'acquisizione di maggiori conoscenze. Questo è un tempo molto importante per imparare ad interagire positivamente con i propri coetanei e con gli adulti.
Montessori ci dice che questo è “il periodo sensibile, in cui dovrebbero svilupparsi le caratteristiche più nobili che preparano l'uomo ad essere sociale, cioè ad avere un senso di giustizia e un senso di dignità personale”.

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