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Un posto per ogni cosa, ogni cosa al suo posto

Maria Montessori nei suoi testi e lezioni scrisse molto su come un certo tipo di educazione favorisca il senso naturale dell’ordine nei/nelle bambini/e e di come accadeva spesso che nelle sue classi non fossero le maestre a dare ordini o indicazioni ai/alle piccoli/e su cosa fare, ma loro stessi/e a poter scegliere l’attività più interessante.

Nel testo “Cittadina del mondo” di Montessori ne troviamo una bellissima testimonianza: “Le nostre scuole sono come una casa ammobiliata, una “casa dei bambini”. E cosa fanno i bambini? Quello che si fa nella propria casa. Svolgono un lavoro che ha uno scopo pratico, spazzano, spolverano, si vestono, ecc. In questa casa ognuno svolge il proprio lavoro indipendentemente dagli altri; ma se a uno di loro succede qualcosa come far cadere una tazza piena di perline, o quando c'è bisogno di aiuto in incidenti simili, gli altri bambini sono pronti ad aiutare."

Questo estratto ci racconta di un ambiente che rende i/le bambini/e autonomi/e non solo di muoversi nello spazio, ma di svolgere delle attività seguendo il loro interesse; ci racconta di una comunità che si muove insieme, collaborando al mantenimento di un ambiente comune con attività che hanno davvero uno scopo pratico.

 

È davvero possibile gestire l’ordine di così tanti/e bambini/e se ognuno è libero di scegliere cosa fare?

Uno dei tre cardini della pedagogia Montessori è l’ambiente, che la Dott.ssa chiamava “maestro”. Questo perché ogni contesto educativo in cui il/la bambino/a viene immerso/a diventa un potenziale educatore. L’adulto quindi deve essere pronto e capace di modificare l’ambiente con attenzione, senza stravolgimenti eccessivi ma con piccoli dettagli, perché questo sia sempre luogo di crescita e stimolo per il/la bambino/a.

L’ambiente preparato in questo modo diventa un importante compagno per l’adulto nell’educazione dei/delle propri/e figli/e, senza che sia più necessario usare atteggiamenti direttivi e impositivi nei loro confronti. Se l’adulto, attraverso l’osservazione del/la bambino/a, riesce a lavorare pian piano sull’organizzazione dello spazio, vedrà nascere naturalmente nei/nelle più piccoli/e una spontanea propensione verso l’ordine.

 

È possibile replicare l’ordine di una scuola Montessori in una casa e fare in modo che i bambini e le bambine possano essere dei validi collaboratori?

Un ingrediente fondamentale per il raggiungimento di questo obiettivo che potrebbe sembrare banale e scontato è: avere pazienza! Ma non è affatto banale, perché quando diamo qualcosa per scontato, la nostra mente tende a non dare un valore prioritario a quella cosa e a pensare che ci sia e basta, è appunto scontata! Invece la pazienza va allenata e spesso pensiamo che dobbiamo avere principalmente pazienza con i nostri figli e figlie, quando invece dobbiamo averla prima di tutto verso noi stessi per non cadere nell’inganno della frustrazione di non riuscire ad ottenere immediatamente dei risultati con loro.

Altra cosa fondamentale è sapere che i bambini e le bambine provano davvero piacere e soddisfazione nello svolgere le faccende domestiche (spazzare per terra, lavare i mobili, pulire i vetri, apparecchiare e sparecchiare la tavola, pulire e tagliare le verdure ecc.). Nelle scuole Montessori, non si insegnavano ai/alle bambini/e le attività pratiche della vita per farne dei/delle piccoli/e servitori/servitrici o semplicemente perché è qualcosa che servirà nella vita, piuttosto perché erano loro stessi/e molto interessati/e al perfezionamento di questi movimenti della vita quotidiana e questo tipo di attività preparano in modo ineguagliabile agli anni dello sviluppo culturale e intellettivo.

Ma la cosa che più attira i bambini e le bambine è fare ciò che i loro adulti di riferimento fanno, facendole però per davvero! Non semplicemente apparecchiare piccoli tavolini di plastica con finti piatti e bicchieri per le loro bambole o peluche.

Maria Montessori sosteneva che: “Prima che un bambino raggiunga l'età di tre anni, la forma di lavoro più alta e più nobilitante che lo impegna è quella di sistemare i mobili e mettere in ordine le cose, ed è anche quella che richiede la massima attività."

Notava, infatti, che se un/a bambino/a non apparecchia la tavola per delle persone che di lì a poco si siederanno per mangiare davvero, se non ha delle vere briciole da raccogliere o delle vere spazzole per pulire non raggiungerà mai nessuna reale abilità, questo perché non si offre al/la bambino/a il controllo dell’errore. Se faccio solo finta di spazzare anziché spazzare davvero, come farò ad imparare anche quei movimenti più fini e necessari per levare fino all’ultima briciola? Se non offriamo al/la bambino/a la possibilità di trasportare piatti di ceramica e bicchieri di vetro, come farà a capire che deve evitare movimenti frettolosi o scomposti altrimenti quel piatto o bicchiere, cadendo, si romperà? La rottura delle stoviglie non è un dramma, anche a noi adulti accade, nonostante ci riteniamo capaci e in grado di controllare i nostri movimenti, non dimentichiamocelo. Proviamo invece a dare più fiducia al/la bambino/a, ci sorprenderà!

 

Il lavoro paziente dell’adulto

È chiaro che nulla avviene da sé: come il/la bambino/a ha bisogno di imparare a trasportare un piatto, anche l’adulto deve imparare a mostrare come deve muoversi e fare le cose. La soluzione non è lasciare che i/le bambini/e facciano liberamente senza istruzioni.

Ecco quindi la necessità di ricorrere alla nostra pazienza e insegnare al/la bambino/a come si fa, con calma, attraverso i nostri movimenti e solo con le parole strettamente necessarie per evitare che i particolari sfuggano all’attenzione.

Dobbiamo dare il giusto tempo ai/alle bambini/e, ma anche a noi adulti per capire come mostrare il trasporto di un piatto o attività che a noi sembra del tutto scontata, ma che per loro non lo è affatto. E se un piatto cadrà, ricominceremo da capo, mostrando la soddisfazione di apparecchiare con cura attraverso ogni movimento necessario, “ogni azione complessa comprende una serie di movimenti distinti; un atto segue l'altro.”

È questa analisi dei movimenti che cattura il/la bambino/a: quanto più un’attività viene mostrata in tutti i suoi dettagli, tanto più diventa uno stimolo per una ripetizione senza fine dello stesso esercizio.

Quando si leggono alcuni passaggi dei testi di Maria Montessori, avulsi da tutto lo scritto, sembra tutto incredibilmente perfetto, come se i bambini e le bambine fin dal primo giorno di scuola fossero stati sempre calmi e collaborativi. Ma non è così, la stessa Montessori parla di conquista di auto-disciplina e di come bambini/e che non fossero abituati/e ad un determinato contesto educativo fossero difficili da gestire. Ma con la guida attenta dell’adulto, l’ambiente preparato e dei materiali adatti alle sue piccole mani, anche questi/e bambini/e mostravano successivamente grandi capacità e qualità personali. Ecco perché l’educazione deve iniziare da subito e l’adulto ha la grande responsabilità di accogliere il/la proprio/a bambino/a in un ambiente adatto a lui.

 

Un posto per ogni cosa, ogni cosa al suo posto.

Una delle indicazioni più importanti per preparare correttamente un ambiente in casa, che sia una intera stanza o anche un solo angolo, è fare in modo che questo sia “leggibile” dagli occhi del/la bambino/a e alla portata delle sue mani. Ogni cosa in questo spazio deve avere una sua precisa collocazione in modo che una volta usata si possa sapere dove riporla. Se desideriamo ad esempio che i/le nostri/e figli/e siano autonomi/e nel riordino dei propri giochi, l’ultima cosa da fare, anzi da non fare proprio, è avere ceste o scatole dove infilare ogni cosa alla rinfusa. Se un giorno il/la bambino/a avrà il desiderio di giocare proprio con quella bambola, probabilmente non trovandola subito, rivolterà scatole e ceste finché non verrà fuori, creando una gran confusione che sarà anche molto più fastidiosa da riordinare.

 

Cosa possiamo fare noi adulti? 

  • GIOCHI

Creare uno spazio dove posizionare un piccolo scaffale a più ripiani per disporre insieme i giochi in maniera ordinata. Non è necessario che tutti i giochi che un/a bambino/a ha siano visibili tutti insieme, anzi essere sottoposti a continui stimoli interrompe il processo di concentrazione così importante per il suo sviluppo. Se il/la bambino/a è ancora piccolo/a possiamo essere noi a stabilire cosa è meglio mantenere fuori in base agli interessi che osserveremo, se è più grande è sicuramente utile coinvolgerlo/a nello stabilire cosa avere a portata di mano e cosa no, in modo da poter fare successivamente una rotazione con altri giochi, eliminando quelli che da tempo non si usano più.

I giochi più piccoli come macchinine, costruzioni, animali etc. possono essere suddivisi in piccole scatole. 

  • CANCELLERIA

Possiamo organizzare anche tutto il materiale di cancelleria, mettendo le matite colorate separate dai pennarelli, i fogli bianchi e quelli colorati in due cartelline diverse, le gomme in un piccolo contenitore a parte, le forbici e la colla in una tazza o bicchiere e via discorrendo.

  • INDUMENTI

Stessa idea può essere utilizzata se vogliamo che il/la nostro/a bambino/a inizi ad essere autonomo/a anche con il suo guardaroba, organizzando ad esempio gli indumenti intimi e separando calzini da mutande e canottiere. La stessa cosa può essere fatta per tutto il resto degli indumenti.

Per suddividere il materiale sono molto utili i contenitori per la conservazione del cibo, le scatole di latta dei biscotti o del caffè, quelle delle scarpe o delle camicie. Si può pensare anche di rivestire le scatole con carta colorata o dipingerle insieme ai/alle bambini/e nel modo che più preferiscono.

Per una maggiore leggibilità dei contenitori o delle scatole possiamo anche mettere su ognuno un’etichetta con una parola (se il/la bambino/a sa già leggere) o un disegno/immagine attinente al contenuto.

  • SPAZI A MISURA DI BAMBINO E BAMBINA

Piccoli spazi a misura di bambino/a possono essere organizzati anche in altri ambienti della casa, pensiamo ad esempio al momento dell’uscita da casa e dell’arrivo, quando il/la bambino/a dovrà mettersi o levarsi il cappotto e le scarpe. Un appendiabiti posto alla sua altezza gli permetterà di prendere e riporre il cappotto in autonomia, senza che debba farlo un adulto per lui/lei, come anche potrebbe essere utile uno sgabellino dove possa sedersi comodamente per infilare e sfilare le scarpe.

Questo vale anche per ogni tipo di attività che vogliamo proporre: tutti gli utensili che occorreranno li metteremo assieme in un bel cestino, affinché il/la bambino/a abbia subito a sua disposizione tutto il necessario, questo lo/la aiuterà a non perdere entusiasmo e interesse e faciliterà anche noi adulti nella proposta di un’attività. Inoltre, alla fine del suo lavoro gli/le sarà molto più facile rimettere tutto a posto.

 

Maria Montessori ha scritto che: “Qualsiasi bambino autosufficiente, che sappia allacciarsi le scarpe, vestirsi o svestirsi, riflette nella sua gioia e nel senso di realizzazione l'immagine della dignità umana, che deriva dal senso di indipendenza.”

 

 

BIBLIOGRAFIA

Maria Montessori, La scoperta del bambino, 2009

Maria Montessori, Cittadina del Mondo, 1967

Il Quaderno Montessori, Anno IX, numero 35 - autunno 1992, DIREZIONE Grazia Honegger Fresco 

Maria Montessori, Maria Montessori parla ai genitori, Il leone Verde, 2018

Maria Montessori, Il bambino in famiglia, Garzanti, 2000

 

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