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La semplicità nel gioco

Tempo di lettura: 3 minuti

Come scegliere il giocattolo giusto

Il mercato dei giochi e giocattoli, negli ultimi anni, ha avuto una crescita esponenziale ed è diventato un settore estremamente vasto, basti pensare che solo fino a qualche anno fa l’offerta della fascia 0-3 scarseggiava di proposte interessanti.

In quest’ultimo periodo invece diventa sempre più difficile fare delle scelte quando dobbiamo decidere quale gioco acquistare o regalare perché la proposta è davvero smisurata, sia sugli scaffali dei negozi che online e spesso, come genitori ma anche nonni o zii, non abbiamo gli strumenti giusti per orientarci in questo mare di offerte per riuscire a fare una scelta che sia consapevole, davvero rispondente ai bisogni del nostro bambino o bambina, ma anche rispettosa dell’ambiente.

Ma cos’è il gioco e perché dovremmo porre davvero attenzione a ciò che acquistiamo?

Il gioco è davvero una cosa seria, ormai lo sentiamo dire sempre più spesso e non dovremmo considerarlo come un semplice passatempo. Sarebbe molto importante per noi genitori assumere la consapevolezza che il gioco ha uno stretto collegamento con lo sviluppo cerebrale, ecco perché è importante scegliere possibilmente giochi che possano offrire esperienze che lasceranno un segno nella mente dei bambini e delle bambine per sempre.

Maria Montessori aveva già compreso l’importanza che avesse il gioco nella vita dei/lle bambini/e tanto da paragonare il gioco al lavoro e, in un suo testo dedicato ai genitori, ha scritto: “La madre saggia ricorderà che il tempo di gioco non è mai sprecato. Fintanto che i bambini sono intensamente assorbiti, lavorano al proprio sviluppo, perché i bambini preferiscono lavorare piuttosto che giocare. "

Il gioco è soprattutto un’attività che richiede impegno, continuità, rispetto di regole, e ha una funzione significativa per lo sviluppo cognitivo, sociale, motorio, emotivo e per lo sviluppo di varie competenze essenziali per la “costruzione” della personalità.

Spesso noi adulti quando pensiamo al gioco abbiamo l’immagine di un’occupazione del bambino e della bambina che produce prettamente piacere e che non ha necessariamente uno scopo. Ma in realtà, quando i/le bambini/e hanno la possibilità di giocare liberamente e senza l’interferenza dell’adulto, risulta davvero raro che la loro attività sia senza scopo alcuno e che riguardi esclusivamente l’obiettivo del divertimento.

Come possiamo quindi scegliere un gioco senza andare in confusione? Ci sono delle indicazioni che possono guidarci in questa scelta?

Si! Ci sono dei piccoli suggerimenti alla portata di tutti che possiamo tenere a mente quando ci troviamo di fronte ad un muro di giochi pieni di attività, colori invitanti ed elaborazioni digitali ed elettroniche.

Soprattutto per i piccolissimi, nella fascia 0-3 anni, sarebbe importante prediligere giochi semplici, costruiti magari con materiali naturali e che non sovrastimolino il/la bambino/a con mille attività insieme (suoni, luci, colori) che tendono solo a distrarre e non permettere lo sviluppo dell’attenzione. La concentrazione si accresce realmente quando il nostro cervello lavora su un’unica attività alla volta, perché è proprio quello che il nostro cervello può veramente fare.
I giochi e giocattoli che ci sembrano utili perché fanno tante cose, in realtà fanno davvero troppo! E questo significa che il bambino o la bambina inevitabilmente sta facendo troppo poco. Quindi sono da preferirsi giochi semplici e senza troppi stimoli contemporaneamente, che prediligano un’unica attività o anche più attività ma che si possano svolgere singolarmente in momenti diversi.

Anche per la fascia dai 3 ai 6 anni sarebbe importante che il gioco non desse troppi stimoli contemporaneamente. Il gioco (soprattutto sensoriale e legato all’attività delle mani e del fare), che è fondamentale per l’apprendimento e la costruzione del sapere, non deve essere confuso con “più cose faccio, più sensi attivo, più cose apprendo”.
Non dobbiamo cadere nell’errore di pensare che più stimoli diamo durante l’attività, più il gioco sarà interessante per il/la bambino/a.
Troppi input rendono difficile la capacità di prestare attenzione a una sola attività (che è quello che effettivamente il cervello è in grado di fare) e alla fine compromettono la capacità complessiva di rimanere concentrati. I bambini e le bambine non hanno bisogno di essere intrattenuti, ipnotizzati o distratti dai giochi che ricevono, ma anzi devono trovare nei giochi la possibilità di essere attivi e apprendere nuove cose. Quindi prediligiamo giochi che invitino a fare e scoprire con le mani. Per i/le bambini/e, a volte giochi semplici come impilare tazze, cubi, forme da scoprire o appaiare possono essere utilizzati con immaginazione in molteplici modi.

Nela fascia dai 6 ai 10 anni i bambini e le bambine attraversano una nuova fase, dal mostrare semplice curiosità verso le cose passano al volerne scoprire il perché, hanno voglia di sperimentare e conoscere il mondo ciò che li circonda e vogliono farlo sempre di più insieme ai loro pari. Sarebbe importante quindi prediligere attività e giochi che stimolino i/le bambini/e a relazionarsi tra loro, che ispirino creatività, avvicinino all’arte e alla scoperta del mondo intorno a loro. I/le bambini/e devono essere partecipanti attivi dei loro giochi per esercitare e far crescere la loro immaginazione e creatività.

Non solo i bambini e le bambine, ma anche noi genitori siamo spesso influenzati dai messaggi e dai segnali culturali e commerciali a cui siamo esposti di continuo, perciò è importante ricordare che non è la quantità di giochi che fa la differenza o rende un/a bambino/a felice, ma è il sincero interesse verso un gioco, anche se semplice, a fare realmente la differenza.


BIBLIOGRAFIA

Maria Montessori - Maria Montessori parla ai genitori

Il multitasking divide il cervello - Il cervello divide e vince in modo che possiamo svolgere due compiti contemporaneamente, ma ci sono dei limiti: doi: 10.1126/articolo.30589

Angeline S. Lillard - Playful Learning and Montessori Education

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