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A casa dei nonni

Tempo di lettura: 3 minuti
Quando e come lasciare i/le bambini/ da nonno/a

Sfido chiunque a pensare alla casa dei/lle nonni/e e non avere quel ricordo di stanze, giochi e profumi che ci invadono con un po’ di nostalgia: la coperta a disposizione per quando avevamo freddo, la merenda ricca (anche se mamma non era proprio d’accordo), quel piatto di pasta che solo nonna sa cucinare e quel garage dove nonno tiene tutti i suoi attrezzi e dove si può ritrovare veramente qualsiasi cosa. Per non parlare poi dell’orto e del giardino dove i/le nonni/e sanno prendersi cura di piante e animali da compagnia o da cortile che spesso d’estate sono fonte inesauribile di scoperte naturalistiche, soprattutto per nipotini/e piú piccoli/e e curiosi/e.

Nella nostra cultura andare da nonno e nonna è qualcosa di tipico, o per il pranzo domenicale o perché i genitori lavorano e hanno bisogno di qualcuno che si prenda cura dei/lle propri/e figli/e, altre volte per lasciare una serata libera ai genitori.

La società di adesso è diversa rispetto a quella di cinquanta-settanta anni fa: un tempo, perlomeno in Italia, le famiglie vivevano in nuclei familiari estesi, sotto lo stesso tetto erano presenti sia i genitori, che i/le nonni/e, gli zii e le zie. Quando ci si ritrovava a tavola si apparecchiava minimo per otto-dieci persone, erano presenti quindi diverse generazioni a confronto. Oggi le famiglie sono prevalentemente nucleari (genitori e bambini/e) per cui, quando le esigenze lavorative e gli impegni sociali lo richiedono, è necessario trovare qualcuno che accudisca i/le bambini/e e, per chi ha la fortuna di potervi attingere, sono pronte le schiere dei nonni e delle nonne.

Basta soffermarsi davanti ad una scuola elementare, loro sono pronti/e a riprendere i/le propri nipotini/e, caricati di giubbetti, lavoretti e zaini si avviano tutti insieme verso casa, con i/le bimbi/e che già richiedono merenda e parco giochi.

In Italia molte famiglie si appoggiano ai/lle nonni/e, una statistica rileva che quasi il 40% usufruisce di questo aiuto quotidiano, soprattutto nel pomeriggio: eh già, perché proprio di un grande aiuto si tratta.

 

Quando e come lasciare i/le piccoli/e da nonna e nonno?

Rispondere a questa domanda non è facile poiché ogni famiglia ha periodi ed esigenze diverse e comunque non è scontato che nonno o nonna abbiano tutto il tempo a disposizione;  nella società attuale infatti si lavora fuori casa fino a sessantacinque/settanta anni ed inoltre, rispetto ad alcuni decenni fa, nell’età più matura oggi si coltivano interessi ed hobby che comunque impiegano diverso spazio nella vita, per cui, laddove nonni e nonne diano la disponibilità ad accudire i/le nipotini/e, non è sempre semplice gestire gli impegni di tutti i familiari.

Può capitare quindi che, ad esempio per questione di lavoro, un/a bambino/a debba essere lasciato/a fin da piccolo/a qualche ora da nonno e nonna, oppure che questi ultimi arrivino direttamente a casa dei/lle nipotini/e quando i genitori non ci sono. Si può affermare che non ci sono età minime o massime per lasciare i/le propri/e figli/e con i/le nonni/e, quello che conta è ovviamente la fiducia reciproca.

Spieghiamoci meglio. A volte si sente dire che dai/lle nonni/e “si prendono i vizi” oppure che non si rispettano le regole dettate in casa e i/le bambini/e se ne approfittano. Ovviamente tempi e luoghi sono diversi da quelli della famiglia nucleare, sicuramente si potranno avere più “eccezioni” rispetto al fluire della quotidianità con i genitori, ma ciò non rappresenta un problema se questi ultimi hanno piena fiducia nell’operato dei propri genitori o dei/lle suoceri/e.

Certo è che i genitori possono in qualche modo esplicitare cosa per loro è di assoluta rilevanza nell’educazione del/la proprio/a figlio/a, quello che i/le bambini/e non possono fare o cosa invece è di primaria importanza, ma è altrettanto giusto lasciare una dose di “libertà” ai nonni e alle nonne, libertà appunto dettata dalla fiducia che, come genitori, riponiamo nelle persone a cui lasciamo quanto di più prezioso abbiamo. Non è neanche plausibile inoltre chiedere ai/lle nonni/e di comportarsi nello stesso identico modo dei genitori, in quanto il rapporto nipote-nonno/a è ben diverso da quello genitore-figlio/a, per cui è bene avere in mano una sorta di “elastico organizzativo” di ciò che si è pronti a lasciar andare e ciò che invece è necessario tenere, sia da parte dei nonni/e che dei genitori.  

Una coccola di più, un pasto più ghiotto, un tempo al parco più prolungato o ritornare più sporchi del solito non rappresentano tanto dei “vizi”, rientrano piuttosto in modalità relazionali tipiche attraverso le quali passa l’affetto e la cura dei nonni e delle nonne. Questo rappresenta una sorta di gioco in cui tutti gli attori coinvolti (mamme, papà, bimbi/e nonni/e) sono consapevoli delle regole che sono messe in campo (e anche di quelle che vengono un po’ infrante), ma se condivise ed accettate da tutti esse permetteranno soggiorni piacevoli e confortevoli per grandi e piccini/e.

 

Qualche spunto di riflessione per genitori e nonni/e.

  • I/Le piccoli/e di casa apprendono presto modalità di relazione diversa in base alle persone con cui sono in compagnia, per cui è ovvio che con i genitori si comportino in un modo e con i/le nonni/e in un altro: questo non è un problema, rientra nella flessibilità di atteggiamento che è richiesta fin da piccoli come abilità propedeutica per adattarsi in futuro alle successive relazioni sociali.
  • Come specificato nonni/e e genitori possono accordarsi su alcune “regole” generali, ma poi ci deve essere uno spazio di fiducia e tolleranza fondamentali e reciproche che consentono una certa libertà di azione e di organizzazione da entrambe le parti.
  • I/Le nonni/e nella maggior parte dei casi hanno più tempo a disposizione per stare con i/le nipoti/e per cui questi ultimi possono usufruire di opportunità di gioco o di apprendimento (movimento, gioco, attività in casa ed esperienza all’aperto sono esse stesse forme apprendimento!) che magari non sarebbero possibili con i genitori impegnati quotidianamente nel lavoro.
  • Se i/le bimbi/e sentono che i genitori hanno fiducia nei/lle nonni/e, anche loro andranno volentieri da questi/e ultimi/e, in caso contrario ricordatevi che i/le vostri/e figli/e hanno sempre le antenne dritte e captano anche da piccolini/e se c’è qualcosa di storto.
  • I genitori non debbono sentirsi in colpa se lasciano i/le propri/e figli/e per avere una serata libera, se i/le nonni/e sono d’accordo e hanno tempo, questo permette alla coppia di ritrovare uno spazio di intimità che farà sicuramente bene non solo alla coppia coniugale, ma anche a quella genitoriale.
  • I/Le bambini/e hanno qualcosa di magico, generalmente migliorano i/le nonni/e in tutti i sensi, quindi voi genitori sappiate che i vostri genitori si comporteranno con i/le vostri/e piccoli/e in maniera diversa da come si sono comportati con voi: una mamma non molto espansiva potrà diventare una nonna super coccolona ed un babbo serio magari un nonno che gioca a palla e si diverte tantissimo al parco.

I/le nonni/e rappresentano una risorsa di stimoli e di opportunità: poterla cogliere e regalare ai/lle propri/e figli/e permette di donare loro un bagaglio di esperienze colme di valore e ricchezza emotiva che si porteranno sicuramente dentro durante tutto il loro percorso crescita.      

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