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Bambini/e e animali domestici

Tempo di lettura: 4 minuti
La filosofia Montessori nella cura degli animali
Maria Montessori, nel corso della sua ricerca educativa durata tutta la vita, utilizzava l’attenta osservazione dei bambini e delle bambine per comprendere meglio il loro potenziale e la loro essenza. A quei tempi, infatti, i primi anni del ‘900, non esistevano ancora sofisticate strumentazioni per permettere di indagare la cognitività umana.

Eppure, già a quel tempo, lei scrisse: “I bambini hanno una preoccupazione ansiosa per gli esseri viventi, e quindi la soddisfazione di questo istinto li riempie di gioia. È quindi facile interessarli alla cura delle piante e soprattutto degli animali. Niente risveglia la lungimiranza in un bambino piccolo, che vive di regola per il momento che passa e senza cura per il domani, quanto questo”. (M. Montessori, “La scoperta del bambino”, 1999)

Montessori aveva quindi già notato che i bambini e le bambine ottengono un'immensa soddisfazione dalla cura degli esseri viventi. La cura delle piante e degli animali è infatti considerata una parte notevolmente importante dell'educazione Montessori. Ed è proprio questo uno dei motivi per cui, se ci si affaccia in una classe montessoriana, possiamo piacevolmente notare la presenza di piante e piccoli animali.

Perché dovremmo supportare anche a casa la cura degli animali?
Maria Montessori aveva intuito che la cura degli animali sviluppa una serie di abilità insieme a molti tratti caratteriali positivi, che rendono lo sviluppo del/la bambino/a decisamente più completo.
Oggi, anche diversi studi scientifici recenti, come quello australiano del 2020 pubblicato su “The Journal of Pediatrics”, evidenzia come la proprietà di animali domestici sia “associata a una serie di benefici per la salute fisica, mentale e sociale sia negli adulti che nei bambini”. I proprietari di animali da compagnia in età adulta risultano essere, rispetto a coloro che non ne hanno, più attivi fisicamente, con problemi di salute minori e con maggiore sensibilità sociale e senso di comunità. Per quanto riguarda i/le più piccoli/e, questo studio ha riscontrato migliori risultati nella crescita dei bambini e delle bambine che possedevano animali domestici in casa, dimostrando come questi possano svolgere un ruolo importante nello sviluppo socio-emotivo e nell’acquisizione di “autostima, autonomia, fiducia, empatia, comportamento pro-sociale (condivisione, aiuto, cooperazione) e diminuzione dei sentimenti di solitudine”. Tuttavia fino ad oggi la maggior parte degli studi in questo campo è limitata da problemi metodologici, in quanto i campioni di ricerca sono ancora piccoli e poco rappresentativi, e dai questi quindi non si possono ottenere risultati assoluti.

Quattro validi motivi che supportano l'educazione Montessori
1. Prendersi cura di un animale o di un altro essere vivente, aiuta i più piccoli a sviluppare sentimenti di compassione e affetto nei confronti di colui/colei a cui rivolgono le loro cure. Imparano a percepire che le loro azioni possono essere fondamentali per la sopravvivenza di un altro essere vivente, offrendo così la consapevolezza di avere un ruolo importante e interconnesso in questo mondo. Quando l’animale risponde, ad esempio, mangiando al cibo portato dal/dalla bambino/a, questo lo/a fa sentire utile e legato/a a lui. La comprensione che tutte le cose siano interconnesse tra loro è uno degli aspetti più importanti della filosofia Montessori.

2. Avere un animale di cui prendersi cura supporta lo sviluppo della responsabilità e l’acquisizione della fiducia in se stessi. Così come regala importanti lezioni di vita: ricordarsi di riempire la ciotola d’acqua perché l’animale non resti assetato o mantenere pulito il loro spazio, permette al/la bambino/a di crescere nella responsabilità e di comprendere il valore e l’importanza dell’accudimento, ma anche l'inevitabilità della morte.

3. I bambini e le bambine, soprattutto i più piccoli di due, tre anni, hanno ancora bisogno di una guida su come essere gentili e delicati nei movimenti. All’inizio si muovono bruscamente e con poca attenzione, cose che impareranno man mano crescendo, e quando si ha un animale in casa, soprattutto all’inizio, non sempre i/le bambini/e riescono ad avere gesti delicati anche nei confronti degli animali. Ma percepire lo spavento dell’animale o il suo allontanamento, insieme al supporto dell’adulto, permette di accelerare l’esercizio anche in quei gesti di “grazia e cortesia”, proprio come li chiamava la Montessori, perché il desiderio di accarezzarli li/e spinge a migliorare più velocemente e insegna loro che anche gli animali vanno rispettati e trattati con dolcezza. Inoltre, trasportare acqua e cibo per nutrire l’animale, per un/a bambino/ è un importante lavoro di controllo motorio.

4. Avere degli animali domestici in casa insegna ai/alle bambini/e che esistono altri esseri viventi con crescita e cicli di vita diversi da quelli umani. Possono imparare, con l’aiuto dell’adulto, ad osservare l’evoluzione della natura quotidianamente, facendo domande, ipotesi e trovando risposte. Tutte caratteristiche queste decisamente necessarie anche al loro percorso di apprendimento al di fuori delle mura di casa.

La cura degli animali domestici da parte dei bambini e delle bambine però non va improvvisata. Vanno necessariamente concordati ad esempio gli orari in cui dare il cibo o cambiare l’acqua o stabilire quando è necessario, in modo che il bambino o la bambina possano riconoscere esattamente il momento in cui farlo. Ed è altrettanto fondamentale stabilire le quantità di cibo perché l’animale resti in salute. È chiaro che, soprattutto all’inizio, questa sarà un’attività svolta con l’accompagnamento dell’adulto. Va inoltre individuata una zona fissa in cui portare acqua e cibo, che sia di facile accesso e senza ostacoli per il/la bambino/a, possibilmente non troppo distante da un rubinetto o fonte d’acqua esterna.

L’adozione di un animale domestico: una scelta importante per tutta la famiglia
Adottare un animale domestico comporta delle grandi responsabilità, sia per i grandi che per i piccoli. Ed è per questo che, nonostante possano esserci dei benefici per bambini e bambine, è una decisione che comunque andrebbe sempre prima valutata approfonditamente considerando diversi aspetti come: lo spazio a disposizione, i frequenti spostamenti da casa della famiglia, gli impegni quotidiani e la predisposizione alla cura di un'altra specie vivente. È bene sempre ricordarsi che prima di tutto i bambini e le bambine imparano a comportarsi guardando gli adulti di riferimento, quindi i primi ad essere pronti ad accogliere e accudire un animale in casa dobbiamo essere proprio noi genitori.

Se dopo attente valutazioni ci rendessimo conto che l’adozione di un animale domestico andrebbe a compromettere l’equilibrio quotidiano della famiglia, è bene fare un passo indietro, perché in quel caso convivere con un animale mal gestito, diventerebbe controproducente, non solo per l’animale, ma per il/la bambino/a stesso/a. Potremmo trovare, di conseguenza, delle valide alternative per permettere ai bambini e le bambine di stare spesso a contatto con gli animali: magari attraverso percorsi appositi istituiti dai responsabili dei canili o delle colonie feline della città, così come percorsi in natura in aziende agricole o associazioni del territorio.

Ad ogni mondo, in qualunque situazione ci troveremo, le lezioni che i/le più piccoli/e impareranno attraverso la cura degli animali diventeranno un bagaglio prezioso che resterà con loro per sempre.

Come ha detto Maria Montessori, “Il bambino che ha sentito un forte amore per ciò che lo circonda e per tutte le creature viventi, che ha scoperto gioia ed entusiasmo nel lavoro, ci dà motivo di sperare che l'umanità possa svilupparsi in una nuova direzione”. (M. Montessori – Educazione e pace)

Bibliografia:
“Pets Are Associated with Fewer Peer Problems and Emotional Symptoms, and Better Prosocial Behavior: Findings from the Longitudinal Study of Australian Children” - The Journal of Pediatrics – May 2020

Maria Montessori, Educazione e Pace, 2004

M. Montessori, La scoperta del bambino, 1999
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