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Genitori e figli/e

Tempo di lettura: 4 minuti

Come instaurare un rapporto sano di scambio e aiuto reciproco

È abitudine condivisa pensare che la pedagogia montessoriana riguardi principalmente l’ambiente scolastico e i docenti e invece Maria Montessori ha scritto molto anche riguardo all’ambiente familiare, individuando tre ruoli fondamentali: il/la bambino/a, i genitori e l’insegnante.

Ogni ruolo ha un suo valore e nessuno è più o meno importante degli altri, anzi, per fare in modo che ci sia un vero equilibrio nel percorso educativo, ogni ruolo va riconosciuto e rispettato e, nonostante siano tutti ben distinti l’uno dall’altro, con dei compiti ben precisi, ognuno è strettamente connesso con l’altro.

Perché è importante che un genitore partecipi attivamente all’educazione del/la proprio/a figlio/a?

Uno studio abbastanza recente del National Committee for Citizens in Education ha dimostrato come il coinvolgimento dei genitori sia fondamentale nell’educazione dei/delle propri/e figli/e e che il fattore più accurato dei risultati scolastici di uno studente non sia né un elevato reddito familiare, né un importante status sociale, ma sia invece la misura in cui la famiglia sarà in grado di offrire al/la proprio/a figlio/a principalmente tre cose:

  • un ambiente casalingo che incoraggi l'esplorazione e l'apprendimento;
  • mostrare coinvolgimento nell’educazione dei figli non solo a casa, ma anche a scuola e nella comunità tutta;
  • mostrare ai/alle propri/e figli/e fiducia nelle loro capacità per il raggiungimento di importanti obiettivi (realistici, basati sulle loro effettive capacità e non sui nostri desideri).

 In queste tre importanti azioni educative, presentate da questo studio, sono assolutamente riconoscibili importanti principi montessoriani che permettono di instaurare un rapporto di fiducia tra genitore e figlio/a.

 

Da dove iniziare per instaurare un sano rapporto?

Come abbiamo anticipato all’inizio, Maria Montessori aveva individuato tre ruoli cardine del percorso educativo montessoriano, di cui uno è proprio il/la bambino/a. Non dobbiamo mai dimenticarci che la relazione educativa non è mai a senso unico: l’adulto insegna, il/la bambino/a riceve. Ma chi educa a sua volta viene educato. È di fondamentale importanza quindi  comprendere che dobbiamo educare anche noi stessi alla sfida dell’e-ducare, ossia tirare fuori il meglio, non solo dai/dalle nostri/e figli/e, ma anche da noi stessi.

 Ecco alcuni elementi da cui poter partire:

  1. Rispetta tuo/a figlio/a come persona

Da adulti diamo per scontato ad esempio che dobbiamo rispettare il/la nostro/a compagno/a o marito/moglie, così come i nostri amici o colleghi di lavoro. E a loro non ci rivolgeremmo mai in modo sgarbato o alzando la voce, quantomeno di sicuro proveremmo a sforzarci per non farlo. Perché allora questo accade più facilmente quando abbiamo di fronte un/a bambino/a?

Perché in genere tendiamo a seguire modelli educativi che noi stessi abbiamo sperimentato quando eravamo piccoli e se in fondo sentiamo di essere cresciuti abbastanza bene la tentazione è pensare: “se non ha fatto male a me, non farà male nemmeno a lui/lei”.

Rafforzare ciò che già abbiamo conosciuto ci fa sentire sicuri e nella nostra zona di comfort, ma questo non significa affatto che sia la scelta migliore. Molti studi ormai confermano come un rapporto genitore-figlio/a, basato su autoritarismo, premi e punizioni o all’opposto su un eccessivo permissivismo, non abbia effetti positivi nel lungo termine.

Come genitori dobbiamo prima di tutto lavorare sulla nostra visione del/la bambino/a e comprendere che: "La grandezza della personalità umana inizia nell'ora della nascita", come ha scritto la Montessori e che già il/la bambino/a piccolo/a che stringiamo tra le braccia ha delle “energie mentali” di gran lunga superiori a quello che noi possiamo immaginare.

I bambini e le bambine vanno rispettati fin dalla loro nascita e anzi ancor prima nel grembo materno, perché solo così si sentiranno ascoltati e amati e impareranno a rispettare gli altri a loro volta attraverso l’esempio dell’adulto.

 

  1. Rallenta! I tuoi tempi non sono i suoi tempi.

Se abbiamo davvero preso consapevolezza del primo punto il secondo dovrà venire di conseguenza. Spesso noi adulti facciamo dei programmi giornalieri organizzati principalmente sui nostri tempi e necessità. Ecco che spesso ci ritroviamo a perdere la pazienza, ripetendo in continuazione: “Sbrigati! Sei lento! È tardi!”. La nostra ansia sale e statene certi anche la loro! Ma insieme a questa, anche la sensazione di sentirsi inadeguati e non all’altezza di ciò che vorrebbero da loro le persone che ritengono più importanti di tutti: i loro genitori.

Per un sano rapporto con i/le propri/e figli/e è molto importante imparare a capire e prendere in considerazione i loro tempi e dare valore anche agli spazi di cui hanno bisogno per fare qualcosa.

Questo è fondamentale anche per permettere lo sviluppo dell’autonomia. Se ad esempio desideriamo che i/le nostri/e figli/e imparino a vestirsi da soli/e prima di andare scuola, la sveglia dovrà suonare non secondo le nostre necessità, ma secondo le loro. E sarà altresì necessario predisporre degli spazi in casa che permettano loro di muoversi in autonomia, magari prendendo il cappotto o le scarpe da soli/e, senza dover chiedere necessariamente l’aiuto dell’adulto. Altrimenti il “vestirsi da soli” diventerà solo un’esperienza di stress che inizieranno poi a rifiutare perché collegata ad un’emozione negativa.

 

  1. Come faccio a comprendere quali sono i tempi e gli spazi giusti per mio/a figlio/a?

L’osservazione è uno degli elementi più importanti che gli/le insegnanti Montessori imparano per svolgere al meglio il loro lavoro a scuola, ed è un prezioso elemento che dovrebbe entrare in ogni casa.

Prendersi il tempo per osservare i/le propri/e bambini/e mentre giocano da soli/e o interagiscono con i pari o altre persone, osservare cosa dà loro davvero gioia o cosa li/le rende frustrati/e, come si comportano quando sono in casa o quando sono al parco o ancora osservarli attentamente mentre ci parlano o ci cercano, tutto questo ci darebbe infinite informazioni sul loro carattere e le loro vere inclinazioni e bisogni.

Sarà importante sì, poter avere delle conoscenze sulle fasi di sviluppo dei/delle bambini/e, ma altrettanto importante sarà imparare conoscerli/e per quello che sono realmente.

Solo così potremo rispondere correttamente ai loro bisogni. In questo modo loro si sentiranno compresi e al sicuro, instaurando un rapporto di fiducia con gli adulti.

 

Qual è quindi il ruolo dei genitori?

I genitori nell’idea di Maria Montessori hanno un valore molto importante, anche perché sono i primissimi adulti che il/la bambino/a incontrerà nella sua vita, prima ancora dei suoi insegnanti. La famiglia può davvero fare la differenza, perché ha il compito di fornire ai/alle bambini/e l’educazione individuale, che riguarda l’ambito principalmente intimo e privato. Educazione individuale che sarà la base di quella sociale che impareranno a scuola e fuori le mura di casa.

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