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L'asilo nido

Tempo di lettura: 3 minuti
Spunti di riflessione per neogenitori
Tutti i genitori dopo la nascita del/la proprio/a bambino/a cambiano radicalmente lo stile di vita, adeguare le giornate a ritmi alternativi, determinati dalle esigenze del/la nuovo/a arrivato, rappresenta un modus vivendi che sarà attivo per molto tempo, sotto alcuni aspetti per sempre.
Con il passare del tempo i neo genitori avranno bisogno di riacquistare degli spazi lavorativi, sociali e personali ed allora verranno in aiuto nonni, zii e baby sitter e la famiglia quindi si riorganizzerà per trovare un nuovo equilibrio che sia funzionale per gestire le esigenze di tutti i suoi membri.
A volte però, soprattutto per motivi lavorativi, la schiera degli aiutanti non è sufficiente, o magari non può garantire una presenza costante nell’accudimento del/lla bambino/a, per questo motivo allora i genitori cominciano a pensare di poter usufruire dell’offerta formativa dell’asilo nido.

Come è strutturato un asilo nido?
Esso è prima di tutto un servizio che viene presentato alle famiglie i cui obiettivi salienti sono i seguenti:
  • promuovere la crescita sia fisica che psicologica del/la bambino/a
  • prendersi cura di ogni aspetto della vita del/la bambino/a (igiene, comportamento, alimentazione, gioco, routine di apprendimenti)
  • favorire la socializzazione
  • organizzare attività specie-specifiche (cioè adatte all’età del/la bimbo/a) che abbiano come finalità non solo l’acquisizione di apprendimenti, ma il benessere inteso come gioco, divertimento ed esplorazione del contesto ambientale (spazi, persone di riferimento e compagni/e di avventura)
  • educare al rispetto dei/lle compagni/e e dei materiali di gioco
La scelta quindi di inserire il/la proprio/a figlio/a al nido, inizialmente determinata dalla mancanza di qualcuno che si possa occupare di lui/lei mentre i genitori sono al lavoro, deve includere anche un ragionamento diverso, esso infatti non rappresenta un parcheggio, ma un luogo dove i/le bimbi/e possono fare un’esperienza formativa molto importante.
L’accesso al nido è possibile dai tre mesi compiuti ai tre anni, ma il momento giusto per inserire il/la proprio/a figlio/a va deciso dalla coppia genitoriale, in base alle esigenze familiari e alle caratteristiche del minore; tendenzialmente si registrano maggiori ingressi dopo gli 8-12 mesi.
All’interno dell’asilo è presente personale adeguatamente formato, i tempi sono strutturati, cioè ogni momento trascorso all’interno del nido garantisce una sequenza di attività debitamente studiate che permettono al/la bambino/a di sapersi orientare e acquisire una routine solida la quale gli/le consente di avere un quadro di riferimento sicuro e protetto.

Lo/La lascio oppure no? Spunti di riflessione per neogenitori
Una delle domande più frequenti infatti è proprio questa, i neogenitori soprattutto se si tratta del/la primo/a figlio/a hanno molti dubbi che precedono l’eventuale inserimento all’asilo nido: “Se sente troppo il distacco da noi? Se percepisce di essere abbandonato/a? Se non si sente a suo agio? Si troverà bene in un ambiente che non conosce? Riuscirà a mangiare ciò che gli/le verrà cucinato?”
Queste sono alcune delle domande, molte altre viaggiano nella testa dei genitori e sono tutte assolutamente plausibili. Quello che più preoccupa sicuramente è il distacco e il fatto di lasciare ciò che è di più caro al mondo a qualcuno diverso da noi.
Se le esigenze familiari portano alla necessità di usufruire del nido e/o volete ampliare il bagaglio delle esperienze dei/lle vostri/e piccoli/e può essere utile allora ragionare su alcuni aspetti.

  • Essendo il nido un’occasione di sviluppo e quindi di stampo formativo non pensate che state “lasciando” vostro/a figlio/a in un posto qualunque, esso infatti è un luogo debitamente pensato per i/le piccolissimi/e e quindi ne trarrete vantaggio non solo voi a livello organizzativo, ma anche lui o lei (inteso come spinta alla sua crescita globale).
  • Prima di ogni decisione informatevi su quali servizi offrono gli asili nido presenti nel vostro territorio (la presenza di spazi aperti, le attività, il progetto educativo, il personale) e poi decidete sempre insieme all’altro genitore
  • Sappiate che se non siete convinti della scelta che fate e lasciate vostro/a figlio/a al nido con ansia e preoccupazione, state pur certi che lui o lei lo capterà: i/le bimbi/e hanno le “antenne emotive”, per cui prima siate sereni voi e di conseguenza anche i/le vostri/e cuccioli/e lo saranno.
  • L’ambientamento (periodo in cui il/la bambino/a si adatta al nuovo contesto ambientale grazie alle azioni sinergiche fra genitori ed educatori del nido) dura generalmente due settimane nelle quali è normale assistere a dei pianti o a delle difficoltà nel momento del distacco; in tal caso ripetete molto convinti che la mamma o il papà ritorneranno presto perché se siete convincenti e sicuri voi anche loro lo saranno. In alcune situazioni poi l’ambientamento può durare qualche giorno in più, non vi angosciate poiché ogni bimbo/a (e ogni genitore!) ha i suoi tempi.
  • Comunicate ai/lle vostri/e bimbi/e dove li/le portate, fate vedere quale sarà il nido, per prepararli/e ad interagire con il nuovo contesto ambientale in cui verranno inseriti/e; anche se non capiscono perfettamente le parole capiranno la “bontà” della spinta emotiva con la quale parlerete.
  • Fate portare un pupazzetto, il ciuccio o qualsiasi altro oggetto a cui i/le vostri/e bimbi/e sono affezionati, permetterà loro di “attrezzarsi” meglio nei momenti in cui vi dovranno salutare (per un approfondimento potete leggere l’articolo “Ad ognuno la sua coperta di Linus.
  • Inserite vostro/a figlio/a al nido preferibilmente quando per loro e per la vostra famiglia non sono presenti altri cambiamenti sostanziali tipo traslochi o l’abbandono dell’uso del ciuccio e/o il periodo iniziale dello svezzamento.
  • Per facilitare l’ingresso al nido potrete ideare delle piccole canzoncine, o semplici rituali o far fare al/la piccolo/a qualcosa che la mattina gli/le piace molto e lo/la predispone quindi in maniera positiva alla giornata; questo favorisce una sorta di abbinamento mentale fra ciò che gli/le crea una sensazione di benessere e la nuova esperienza al nido.
  • Il rapporto che il/la piccolo/a istaurerà con il personale presente al nido sarà molto importante, per lui/lei gli educatori diventeranno dei punti di riferimento forti, per cui rappresenteranno un’ottima risorsa di confronto per i genitori, l’alleanza quindi genitori-educatori va curata e coltivata, al fine di costruire un’ottima rete educativa per il/la piccolo/a in questione.

In ultima analisi va ricordato che il tempo dei grandi si calcola quantitativamente con l’orologio, il tempo dei/delle bambini/e si misura con la qualità, quindi non rimproveratevi di non avere tanto tempo a disposizione durante la giornata lavorativa (“Se va al nido, sta troppo poco tempo con me, prima eravamo insieme tutto il giorno e ora invece molto meno”) perché ciò che conta sono le esperienze condivise che si creano insieme.
Il cervello non misura il tempo, ma l’intensità e ciò che rimane in memoria è l’aspetto emotivo e la pregnanza di ciò che vostro/a figlio/a vive con voi, questo accade fin da piccolissimi/e e si inserisce in un bagaglio di ricordi e vissuti che fungeranno da base nella vita dei/lle vostri/e bimbi/e, per cui non preoccupatevi della quantità, ma curate soprattutto la qualità del tempo speso insieme.
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