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Le tappe dello sviluppo linguistico

Tempo di lettura: 3 minuti

Come aiutare i/le bambini/e nell'acquisizione del linguaggio

Il noto psicologo austriaco Paul Watzlawick, negli anni sessanta, studiò i vari aspetti della comunicazione umana ed uno dei concetti fondamentali da lui formulati è che “non si può non comunicare”. Quando si è insieme a qualcuno, con cui abbiamo una relazione, parentale, coniugale, amicale, di conoscenza, la possibilità di comunicare con lui o lei non dipende solo da ciò che viene detto, ma da tantissimi altri elementi che permeano il rapporto, incluso il silenzio ed il
comportamento.

Questo aspetto vale per tutti ed inizia dal principio della nostra vita, quindi anche
i/le neonati/e comunicano con noi immediatamente dopo l’essere venuti alla luce (a dir la verità lo fanno anche prima, con la mamma, quando sono nella loro pancia, in una modalità esclusiva e peculiare).
La predisposizione alla relazione con l’altro è innata, biologica, serve per la sopravvivenza dell’individuo così come la necessità di “dialogare” fin da subito con chi si prenderà cura di noi, è il bisogno di una comunicazione relazionale, all’interno della quale una parte fondamentale viene svolta dal linguaggio.


L’acquisizione linguistica è una tappa indispensabile per lo sviluppo dell’individuo, essa è data dalla continua “collaborazione” fra una precisa predisposizione neurobiologica e gli stimoli ambientali in cui un/a bambino/a è immerso fin dalla nascita, questo significa che vostro/a figlio/a acquisirà la
capacità di parlare non solo perché possiede geneticamente quelle strutture cerebrali che sottendono il linguaggio, ma ci riuscirà anche grazie a voi, perché stimolato dal vostro modo di comunicare, capterà le vostre parole, le vostre canzoncine e la vostra modalità di intonare o esprimere i concetti. L’imitazione permetterà a lui o lei di ripetere le parole che sentirà, va da sé che un ambiente ricco di stimoli (letture, canzoni, parole, dialoghi) sicuramente favorirà l’acquisizione di un vocabolario espressivo più ricco e raffinato rispetto ad un ambiente privo di stimolazioni sonore.

Ovviamente ogni bambino/a è a sé, ognuno ha il proprio tempo e questo non bisogna mai dimenticarlo, quindi i periodi dell’apprendimento linguistico possono variare, ma generalmente si possono individuare delle fasi che sono riportate di seguito.


Le tappe dello sviluppo linguistico nei/lle bambini/e.
0-2/3 mesi: il/la bambino/a comunica con voi attraverso il pianto, gli strilli ed il comportamento. Voi genitori riuscite infatti, dopo alcun giorni, a comprendere quando si tratta di un pianto di fame o di disagio, siete in grado di percepire quando lui o lei hanno sonno e quando hanno bisogno di un contatto con voi. Questa modalità comunicativa, tutt’altro che banale, permette ai bambini di
“dialogare” con voi, proprio in virtù del concetto di cui parlavamo all’inizio (all’interno di una relazione tutto è comunicazione).


3/4-6 mesi: è lo stadio del balbettio ovvero si assiste ad una emissione spontanea di una varietà di suoni, a questa età non vi è ancora imitazione del linguaggio adulto, infatti si possono ascoltare i fonemi di tutte le lingue. Se ascoltiamo un bambino di questa fascia di età infatti non riusciremo a capire se è russo, o francese o americano o altro, cosa che invece saremo in grado di
intuire nella tappa successiva. Potrete ascoltare ed assistere anche ad “esperimenti” divertenti che il/la bambino/a compie per “allenare” la bocca ad esprimersi, come gli sbuffi o le “pernacchie”.


6/7-10 mesi: in questa fascia di età i/le vostri/e bimbi/e cominciano ad accostare consonanti e vocali e le ripetono di fila come una specie di filastrocca (la-la-la; ma-ma-ma, pa-pa-pa), è la cosiddetta lallazione canonica per la quale la componente imitativa di ciò che ascoltano assume un ruolo fondamentale: pensate ad una serie di giochi sonori che i/le bimbi/e mettono in atto e che sono
basilari per cominciare ad articolare quelle che poi diventeranno parole.

In questo stadio potrete notare che a volte la lallazione è associata alla musica e un gioco divertente è quello dell’alternanza dei suoni: i/le vostri/e figli/e cominciano ad esempio a pronunciare “la-la-la”, voi continuate e ripetete subito dopo, con enfasi ed entusiasmo e poi aspettate che ricomincino loro. Questo gioco è propedeutico per favorire l’alternanza dei turni nei dialoghi futuri.


10/12-18 mesi: lallazione variata ovvero la ripetizione delle sillabe che includono più consonanti e che cominciano a formare parole bisillabiche (bu-bu; te-ttè; pa-ppa; ta-tà, ma-mma), queste sono le cosiddette protoparole (precursori di termini più complessi). L’aspetto importante in questo stadio è che ad ogni vocabolo nuovo viene associato un oggetto preciso per cui il/la bambino/a arriverà a catalogare sulle 50 parole, rendendo lo scambio comunicativo sempre più pregnante. In questo stadio emerge anche la parola-frase ovvero con un solo termine il/la bambino/a intende una frase intera (es. “pappa!” che sottintende: “mamma ho fame, voglio la pappa”) e progredisce
anche lo sviluppo lessicale e grammaticale.


18-24 mesi: esplosione del linguaggio, i/le vostri/e bimbi/e arricchiranno molto il loro vocabolario, sperimenteranno e acquisiranno sempre più parole, arrivando circa a 190 vocaboli.


A 30 mesi i/le bambini/e hanno familiarità non solo con i nomi degli oggetti, ma sanno anche pronunciare e comprendere il significato di verbi e aggettivi, combinando insieme facilmente due o più parole (es. bimbo vieni, tieni mamma). Il loro vocabolario è composto da circa 600 parole e sanno utilizzare semplici regole di grammatica.


Come voi genitori potete aiutare i/le vostri/e bimbi/e nell’acquisizione del linguaggio?
- Parlate con loro sin da quando sono in pancia, si abitueranno alla vostra voce.
- Fornite un ambiente stimolante ed idoneo da un punto di vista sonoro: letture, canzoni, musica, filastrocche, fin dai primi giorni di vita.
- Parlate loro modulando la voce, più bassa quando magari stanno in fase di addormentamento e utilizzate toni affettuosi, di sorpresa, di gioia quando sono svegli: avranno più familiarità con le sfumature linguistiche.
- Quando comincia la lallazione potete giocare con l’alternanza dei suoni come descritto sopra.
- Dilettatevi a cantare (e ballare!) con loro, la combinazione movimento-suono-espressione vocale è veramente potentissima sia per lo sviluppo del/la bambino/a, ma anche per il vostro ed il suo divertimento!

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