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Il Cyberbullismo

Tempo di lettura: 3 minuti
Come approcciarsi ad Internet nel modo corretto
Bullismo e Cyberbullismo
Da qualche tempo la sensibilità di genitori, educatori e insegnanti nei confronti del tema bullismo è in forte crescita, grazie a una più approfondita conoscenza delle sue dinamiche e a una maggiore attenzione degli adulti soprattutto nelle scuole e nei luoghi di aggregazione (palestre, centri sociali, parchi, ecc.).
Tuttavia, l’evoluzione della società ha consegnato nelle mani dei bulli un nuovo potente strumento, tanto fantastico quanto pericoloso, in grado di modificare il fenomeno stesso del bullismo: l’utilizzo della rete Internet.
Un passo indietro: Che cos’è il bullismo?
Che sia in ambiente reale o virtuale, il bullismo è un comportamento aggressivo caratterizzato principalmente da tre tratti:
  • L’intenzionalità del comportamento aggressivo;
  • La ripetitività delle azioni, che può culminare nella persecuzione;
  • La condizione di asimmetria di potere tra vittima e bullo.
Contrariamente a quanto si può immaginare, gli atti di bullismo non riguardano quasi mai esclusivamente due soggetti (il bullo e la vittima), ma coinvolgono molte altre persone che partecipano più o meno attivamente alla situazione: i gregari che supportano il bullo, gli spettatori negativi che assistono alla scena senza intervenire, ridendo e talvolta facendo foto e video e gli spettatori utili, che sostengono la vittima, difendendola e chiamando soccorsi esterni.

Che cosa cambia negli ambienti online? Perché oggi si parla di Cyberbullismo?
Come già accennato, le dinamiche bullo-vittima presenti nella vita reale dei ragazzi si sono trasferite in maniera similare anche negli ambienti virtuali da essi frequentati attraverso computer, smartphone e altri dispositivi informatici.
Il cyberbullismo ha però, rispetto al bullismo, alcune particolarità proprie che lo rendono per certi versi più pericoloso e difficile da individuare e scardinare, prima fra tutte il fatto che il bullo può mantenere l’anonimato e attaccare la vittima senza essere identificato. In aggiunta a ciò il web offre al bullo un pubblico molto più vasto di potenziali gregari e spettatori negativi, elemento che gli dà manforte per proseguire nei suoi attacchi.
Dal punto di vista della vittima il “cyber” può rappresentare un ulteriore svantaggio, in quanto questa potrebbe non riuscire a riconoscere l’identità del bullo (che si nasconde con l’anonimato), oppure avere difficoltà a tirarsi fuori dal mondo virtuale (ad esempio a causa di dipendenze dai social network) e rimanere intrappolata nella tela dell’aggressore e dei suoi gregari.
Un altro elemento che gioca spesso a vantaggio del bullo e a svantaggio della vittima è la poca attenzione di quest’ultima nella condivisione di informazioni personali, foto e video online che possono essere sfruttate in modo improprio da chi è intenzionato ad attaccare.
Immaginate di voler andare a pesca in un lago la cui acqua trasparente vi permette di vedere tutti i tipi di pesci che vi nuotano. Imparando a conoscerli potrete facilmente capire e in qualche modo prevedere i loro comportamenti, fino ad arrivare a saper gettare l’amo nella maniera corretta per riuscire a evitare i pesci dai comportamenti più minacciosi.
Ora immaginate che improvvisamente le acque del lago si facciano completamente scure e che dalla riva non riusciate più a vedere che cosa vi sia al di sotto della superficie. Per i pesci intenzionati ad attaccare il non poter essere visti gioca un ruolo di difesa incredibilmente vantaggioso: essi sono liberi di avvicinarsi al vostro amo, di attaccarlo e romperlo improvvisamente senza subire alcun danno, mantenendosi “protetti” sotto le acque scure. Allo stesso modo, la rete Internet dà la possibilità ai bulli di agire sotto la “protezione” dell’anonimato, una caratteristica diffusamente sfruttata negli ambienti virtuali.
Quali strumenti abbiamo per rendere più sicura la nostra “pesca”?
Conoscere è il primo gradino da affrontare per la risoluzione della maggior parte delle questioni: più siamo esperti riguardo qualcosa più valutazioni critiche saremo in grado di fare e più alta sarà la probabilità di rispondere e agire efficacemente.
È certamente utile imparare a conoscere le dinamiche attraverso cui prendono piede i fenomeni del bullismo e del cyberbullismo, ma anche i rischi della navigazione online e le strategie più semplici che possiamo mettere in atto per utilizzare Internet rimanendo tutelati, come evitare di inserire informazioni strettamente private, fare attenzione a tutto ciò che viene condiviso sul web e bloccare contenuti o siti potenzialmente dannosi.

  • Curare l’autostima dei ragazzi e rafforzare le loro difese personali, aiutandoli ad accrescere la loro capacità di rispondere nel modo adeguato ad attacchi e critiche, senza chiuderli nella cosiddetta “bolla di vetro” che rischia di renderli ancora più fragili e dipendenti dagli altri.
  • Sensibilizzare adulti e ragazzi diffondendo la conoscenza di enti, organizzazioni e associazioni che si occupano specificatamente del soccorso e dell’aiuto alle persone vittime di bullismo online e offline.

Il dolore provocato nella vittima, soprattutto nel caso di cyberbullismo, è di natura psicologica e per questo motivo può non essere manifesto agli occhi degli adulti, pur continuando a logorare la persona dall’interno.

È necessario perciò che sia la vittima stessa a richiedere aiuto e di conseguenza che sappia a chi rivolgersi e come farlo.

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