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L'amicizia tra bambini/e

Tempo di lettura: 3 minuti

Quando nasce e come si sviluppa nelle diverse fasi di crescita

L’amicizia è un rapporto selettivo, duraturo e stabile tra due persone, basato su un sentimento di affetto reciproco, questa è la definizione che ne dà il vocabolario, ma ognuno di noi l’ha sperimentata e sa che essa rappresenta qualcosa di molto più significativo: include una serie di emozioni e vicende di vita condivise le quali non solo colorano la vita, ma permangono in noi e plasmano notevolmente il nostro essere.

Un aspetto sicuramente di rilievo è dato poi dal fatto che la relazione con chi è diverso da me e fa parte di una realtà non familiare permette una conoscenza maggiore del proprio essere, il confronto con l’altro/a garantisce una crescita su quelle abilità relazionali che risultano fondamentali per adattarsi alla società.

L’amico/a consente di allenarsi a gestire le emozioni, a saperle individuare e confrontare, ci fa sperimentare cosa siano la tolleranza, la frustrazione e a volte la rabbia verso qualcuno al quale teniamo. Tutto questo ci aiuta quindi a gestire i primi conflitti fuori dal cappello protettivo dei nostri genitori.

La capacità inoltre di creare legami di amicizia porta fin da piccoli/e ad un addestramento quanto mai indispensabile ovvero quello di individuare altri punti di vista oltre al nostro, quindi la capacità di mettersi nei panni degli altri che conduce all’empatia, abilità fondamentale che combatte l’individualismo e l’egocentrismo.

Ultimo aspetto ma non per ordine di importanza: sentirsi apprezzati, benvoluti, considerati importanti da qualcuno diverso dalla nostra rete familiare ci rende orgogliosi e ci regala quel senso di pienezza e condivisione reciproca che rappresentano tasselli importanti nella creazione della nostra personalità e della nostra autostima.


Ma quando nascono i rapporti di amicizia?

Quando il/la bambino/a comprende di essere in una relazione diversa da quella che ha sperimentato fin dalla nascita in compagnia solo di un adulto?

Ma soprattutto l’amicizia è qualcosa che si insegna o che si acquisisce da sé?
Proviamo a riflettere su queste domande, magari pensando a ciò che l’amicizia rappresenta per noi e di conseguenza a che cosa ci piacerebbe trasmettere ai/lle nostri/e figli/e.

Le relazioni tra i/le bambini/e tra 0 e 6 anni
Durante il primo anno di vita il/la bambino/a è impegnato/a nella costruzione dei legami di attaccamento con le figure di riferimento per lui/lei significative e la maggior parte del suo tempo lo trascorre con un adulto vicino a sé; ciò va inteso ovviamente perché dipende del tutto dalle cure dei suoi genitori e dei suoi familiari, sia da un punto di vista fisico che psicologico.

Nonostante ciò se dopo i 9 mesi il/la piccolo/a viene messo/a nella possibilità di incontrare spesso un/a bambino/a, si può notare che manifesterà in breve tempo dei comportamenti di “preferenza” verso chi avrà frequentato, compiendo prevalentemente azioni positive come imitare, sorridere e/o cercare il contatto.

Tra bambini/e estranei/e invece si notano perlopiù scambi diversi, come il riprendersi un oggetto o lo spingere via.
Tutto ciò può essere interpretato quindi come un primo abbozzo alla relazione amicale, una sorta di familiarizzazione innata verso questo sentimento che, grazie alla maturazione biologica e psicologica dell’individuo, subirà una serie di modificazioni e porterà il/la bimbo/a nel suo futuro a sperimentare un rapporto profondo e significativo.

Entro la fine del secondo anno di vita infatti si stabiliscono “le prime amicizie” e durante la scuola dell’infanzia tali relazioni si strutturano in modo più complesso: il/la bambino/a riconosce e “sente” la differenza tra chi è semplicemente un conoscente e chi invece rappresenta un/a amico/a davvero importante con cui condividere momenti di gioco e di divertimento.

A questa età le manifestazioni salienti del comportamento amicale riguardano la sfera del “fare”: come il dare/ricevere, aiutare magari in un disegno, non rovinare le cose dell’altro/a o proteggere un oggetto che gli/le appartiene. I/Le bambini/e non sanno ancora riflettere sui sentimenti di lealtà, di confidenza o appartenenza, questi sono aspetti che emergeranno nei primi anni della scuola primaria.

Bisogna considerare inoltre che dai tre ai sei anni i rapporti sono ovviamente favoriti dall’accesso quotidiano all’asilo, per cui le amicizie nella maggior parte dei casi emergono proprio all’interno del contesto scolastico e, se il corso di studi prevede la frequentazione dello stesso istituto comprensivo, spesso si verificano rapporti che nascono a tre anni e permangono fino alle medie e oltre.

L’amicizia dopo i 6 anni
Nella scuola primaria si assiste ad un campo di allenamento veramente proficuo per i rapporti amicali: nasceranno nuove relazioni e si cominceranno ad individuare in maniera più definita anche “i/le migliori amici/amiche”.

Tutto ciò sarà basato sulla reciprocità, sull’utilizzo maggiore del dialogo e il/la bimbo/a sarà via via più attento/a a ciò che pensa l’altro/a, a cosa potrebbe dispiacere o al contrario essere gradito, c’è quindi un progressivo spostamento da sé verso l’amico/a che spesso diventa punto di riferimento e centro dei discorsi anche in casa.

In questa fase però a volte si manifestano dei conflitti che esordiscono con la classica frase: “tu non sei più mio amico e/o migliore amico/a”.

Proprio a questo livello i/le bimbi/e possono sperimentare cosa significa riuscire a ritrovare una pace dopo un litigio o magari superare la gelosia verso l’emergere di altri rapporti, aspetti fondamentali e non banali questi che serviranno nella regolazione delle future relazioni sociali.

Come i genitori possono favorire il sentimento dell’amicizia nei bambini?

  • Abituando il/la proprio/a figlio fin dai primi anni a frequentare bambini/e più o meno coetanei.
  • Avendo relazioni profonde e sincere con il proprio gruppo di amici.

Come risaputo i/le bambini/e imitano ciò che vedono e percepiscono intorno a sé e sicuramente essi apprenderanno dai vostri comportamenti in maniera “quasi inconsapevole” fin da piccoli cosa possa essere il sentimento dell’amicizia. Questo implica che capiranno inizialmente da voi come occorre comportarsi nei confronti degli/lle amici/che.

  • Ponendo attenzione a come trasmettete la capacità di superare i conflitti personali.

La tolleranza, la gestione dei litigi e l’empatia (aspetti fondamentali nelle relazioni di amicizia e sociali) sono abilità che si acquisiscono nel tempo, ma risentono molto del clima che si è vissuto fin dai primi giorni di vita.

  • Non forzando mai le amicizie.

Sono legami che ogni bambino/a sceglie per sé, voi potete creare le occasioni, poi per le relazioni ci penseranno loro.

Sicuramente molto utili anche in questo caso sono i libri.
Leggete ai/lle bambini/e favole e raccontate loro storie, anche inventate, ponendo l’attenzione anche su cosa sente il personaggio in determinate circostanze ed esprimendone i sentimenti.

È importante che all’interno delle storie siano presenti termini propri del linguaggio emotivo ed educativo: paura, rabbia, gioia, tristezza, grazie, ecc. in modo che i vostri/e bimbi/e siano allenati ad utilizzare queste parole che hanno l’abilità di costruire ponti magici tra le persone.

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